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Shale gas: la Bulgaria dice no, ritirati i permessi esplorativi

"La si oppone all'estrazione di gas con tecniche non convenzionali e ritira la licenza esplorativa alla Chevron"


Idrocarburi - 19 gennaio 2012
Shale gas: la Bulgaria dice no, ritirati i permessi esplorativi

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Periodo nero per la Chevron Corporation: l'azienda petrolifera statunitense, dopo l'incidente di lunedì scorso che ha causato un incendio su una piattaforma pertrolifera al largo delle coste nigeriane (come riportato qui da Ambientenergia), si è vista ritirare i permessi per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi con tecniche non convenzionali che le era stato accordato nel giugno scorso.

I permessi consentivano alla compagnia la ricerca di shale gas con la tecnica del fracking, la fratturazione idraulica, nella zona di Dobrudzha, nel Nord Est del Paese. La fratturazione idraulica è una tecnica ad alto impatto ambientale, con la quale si inietta nel sottosuolo una miscela di acqua, sabbia e agenti chimici ad altissima preessione per fratturare le formazioni rocciose in cui è intrapolato metano.

La decisione di accordare i permessi era stata presa dal Governo con l'intento di ridurre la forte dipendenza dal gas russo: secondo le stime della Chevron, infatti, la zona, un'area di 4.400 chilometri quadrati, conterrebbe potenziali riserve di gas pari come minimo a 300 miliardi di metri cubi.

Sono però state numerose le proteste della popolazione, preoccupata per le conseguenze sull'ambiente, sulla stabilità del terreno e sull'inquinamento delle falde acquifere; proteste che si sono intensificate durante lo scorso week end, quando appariva imminente l'inizio delle ricerche sul campo.



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