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Petrolio: Iran minaccia di chiudere subito i rubinetti verso l'Ue

"Ieri l'annuncio di Tehran. Le sanzioni Ue prevedevano l'embargo tra sei mesi, per dare tempo ai paesi europei di trovare fornitori alternativi. Rischio aggravamento crisi economica in Italia, Spagna e Grecia"


Idrocarburi - 26 gennaio 2012
Petrolio: Iran minaccia di chiudere subito i rubinetti verso l'Ue

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Ieri Emad Hosseini, portavoce della commissione Energia del Parlamento iraniano, ha detto che i parlamentari a Tehran stanno preparando disegno di legge per fermare le forniture di petrolio all'Europa.

In questo modo l'Iran anticiperebbe l'embargo che l'Unione Europea ha approvato questa settimana, ma che avrebbe dovuto partire il 1° luglio, visto che alcuni paesi Ue, in particolare Grecia (dove il petrolio iraniano conta per circa il 30% del totale) Spagna (13%) e Italia (12%), sono fortementi dipendenti dalle forniture iraniane. I sei mesi sarebbero serviti a fare accordi con altri fornitori.

Va ricordato che la maggior parte del petrolio esportato dall'Iran prende però la direzione dell'Asia, con le economie in forte crescita di Cina e India particolarmente assetate di greggio e per nulla disposte a rinunciarvi.

L'embargo, voluto dagli Usa e motivato con la necessità di dissuadere Tehran dal proseguire sulla strada del nucleare, rischia insomma di avere scarse ripercussioni sull'Iran ma di essere un boomerang per i paesi europei già flagellati dalla crisi economico finanziaria.

A inizio gennaio, in risposta alle crescenti minacce Usa, l'Iran aveva invece minacciato di chiudere militarmente lo stretto di Hormuz, area strategica da cui transita un quinto del petrolio mondiale.



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